Non intendo disquisire sui gusti della gente, ci mancherebbe, ma quel che mi chiedo è chi sia stato il primo uomo (o cane) ad essersi prodigato nello scavare
Il tartufo sembra il naso della Strega Nocciola, ma del colore dei Gargoyles e delle dimensioni della pallina di sterco sospinta dallo stercoraro. Posso anche concepire che a qualcuno possa piacere, che qualcuno possa trovare vagamente sensato addestrare cani, osservare zone in cui queste disgrazie del creato si radunano e decretarle aree in cui l'immane schifezza è da considerarsi più pregiata, ed indire sagre dell'immane schifezza in cui gustare in compagnia di altri estimatori dell'immane schifezza commenti entusiastici sull'immane schifezza. Quel che mi chiedo è ancora una volta perché e come possa mai essere venuto in mente a qualcuno di poter anche solo assaggiare una cosa del genere.
Passiamo ad un altro paradosso, spostandoci nel patinato regno dei dolci al cucchiaio.
Parliamo del Tiramisu. La preparazione di questo dolce è in verità estremamente semplice e veloce, tranne che per un piccolo dettaglio.
Vi serviranno una trentina di savoiardi, quattro o cinque uova, due scatole di mascarpone, duecento grammi di zucchero a velo e del caffè. Si separano i tuorli, si unisce lo zucchero a velo ed il mascarpone e si cerca di rendere il tutto una cosa omogenea. Ed assaggiare per credere, quel che ne viene fuori ve lo mettereste in un gigantesco abbeveratoio per criceti in modo che quel sublime nutrimento vi accompagni per il resto della vostra esistenza.
Non prima, però, di aver unito gli albumi montati a neve.
E che cacchio sono? E perché dovrei farlo se questa roba è già buona? Chi accidenti si è svegliato, un bel giorno, e con il cuore gonfio di dolore nel veder sprecata una tale quantità di sostanza molle, puzzolente e collosa s'è inventato un modo per buttarcela dentro comunque? E mica in modo semplice, che uno se la metterebbe anche via e si direbbe che vabbè, chi lo sa in fondo, magari a qualcosa fa bene.
No! La stessa massaia pazza che ha inventato il tiramisu ha deciso di inserirci un ingrediente fondamentalmente irriproducibile in modo che le amiche pronte a dirle "Ma è una cazzata!" avrebbero maledetto il giorno in cui l'uomo è diventato Erectus e poi Habilis.
Montare gli albumi a neve significa fondamentalmente sbatterci dentro un frustino preferibilmente elettrico se non volete rischiare che per inerzia il vostro braccio goda di un movimento sussultorio spontaneo per il resto della vostra vita, ed attendere per un tempo in cui farete a tempo a chiedervi se avete sbagliato tutto nella vita. Dato che voi non dovete fare praticamente niente se non cercare di evitare che la chiara d'uovo vi schizzi addosso ricoprendovi di una sorta di blob che quando è in quantità inferiori alla goccia e generalmente addosso a voi si solidifica all'istante, mentre quando è radunato in ciotole si ostina a rimanere liquido e molliccio. Il contrario dei piranha, che da soli non valgono un pesce pagliaccio.
Le chiare d'uovo montate hanno raggiunto la consistenza necessaria se il solco tracciato con un coltello rimane visibile.
Eh? Chi ha deciso che deve essere così? Cosa ne viene ad una crema se do ad una cosa nata liquida l'aspetto del marmo? Ma di nuovo perché mai una persona dovrebbe aggiungere a qualcosa di buono qualcosa di schifoso? Perché il tartufo posso anche comprenderlo, ma voglio stringere la mano ad un mangiatore di albume.
Non voglio poi sprecare troppe parole per le meringhe. E' evidente che presi dal panico quelli del movimento "dignità per l'albume!" si sono detti "Occielo, e adesso che ne facciamo di tutto questo albume?", lo hanno gettato in un forno nel quale poi hanno deciso di ritirarsi a vita privata e per inedia hanno compiuto il folle gesto di assaggiare quella sostanza biologicamente alterata. Il loro organismo ne ha poi risentito a tal punto da influire sul patrimonio genetico, e riproducendosi per noia costoro hanno dato origine alla nostra generazione, che per evidenti disfunzioni papillari trova che le meringhe siano buone. Non c'è alcun motivo per cui una cosa disgustosa prima di entrare nel forno possa diventare buona dopo avervi soggiornato. E sottolineo disgustosa. Le polpette ikea non sono un termine di paragone.
